Genova.- “Sciogliere le Catene” Incontro con Gregoire Ahongbonon – Mercoledi’ 22 maggio ore 18,15 – Chiesa dell’Annunziata

Gregoire Ahongbonon, fondatore dell’Associazione “Saint Camille de Lellis” che dal 1994 aiuta decine di migliaia di malati psichiatrici in Africa, restituendo loro una vita dignitosa. “Quando la fede spezza le catene, la storia dell’uomo che in quattro paesi dell’Africa occidentale ha creato i centri di accoglienza San Camillo che hanno restituito la dignità e in molti casi la salute a 60 mila malati psichiatrici prima abbandonati o incatenati nei villaggi e nei cosiddetti campi di preghiera di sedicenti taumaturghi africani.”

Grégoire Ahongbonon nasce nel 1953 a Ketoukpe, un piccolo villaggio del Benin al confine con la Nigeria e si trasferisce nel 1971 a Bouaké in Costa d’Avorio per lavorare come riparatore di pneumatici. Successivamente apre un’agenzia di taxi che in poco tempo lo fa diventare ricco, ma inspiegabilmente e repentinamente si ritrova sul lastrico. A causa del fallimento vive un periodo di profonda depressione e smarrimento, tanto da tentare il suicidio verso la fine degli anni Settanta. In questo periodo Grégoire si riavvicina alla Chiesa cattolica, da cui si era allontanato durante il periodo di prosperità economica. Nel 1982 partecipa a un pellegrinaggio a Gerusalemme nel corso del quale una frase pronunciata dal sacerdote durante l’omelia lo toccherà profondamente e cambierà il suo destino: “Ogni cristiano costruisce la Chiesa portando la sua pietra“. Rientrato a Bouaké, Grégoire riflette su quale possa essere la “sua pietra” e un giorno, dopo anni di assoluta indifferenza, guarda una persona che vaga nuda per strada alla ricerca di cibo nella spazzatura. Contrariamente ai dettami della cultura locale, Grégoire si avvicina a quella persona che sa essere un malato mentale in quanto la nudità ne è un segno distintivo. In lui vede il Cristo della sua religione e smette di provare paura. “A forza di osservare quell’uomo mi dissi: “È Gesù che cerco nelle Chiese, è Gesù che cerco nei gruppi di preghiera, è Cristo che incontro nei sacramenti, è Gesù in persona che soffre attraverso questi ammalati!”. Sul momento pensai: “Mi fanno paura!”. Una voce, dentro di me, mi rispose: “Se queste persone rappresentano per te il Cristo, perché aver paura di loro?”. Su queste parole incominciai a girare in città per vedere dove questi ammalati di mente si coricavano. Ho parlato con loro e ho capito che noi “benestanti” abbiamo pregiudizi negativi nei loro riguardi. Ho scoperto che erano persone che cercavano amore come tutti noi”. Questo il pensiero che attraversa la mente di Grégoire quella notte e improvvisamente capisce qual è la “sua pietra”. Con l’aiuto della moglie inizia a vagare per le strade di Bouaké alla ricerca dei malati mentali e offre loro cibo e abiti per coprirsi. Gradualmente scopre le condizioni disumane in cui vivono le persone affette da disturbo psichico in Costa d’Avorio e ben presto si rende conto che l’incatenamento e l’abbandono sono pratiche diffuse e accettate dalle comunità locali e che i malati mentali sono considerati “gli ultimi fra gli ultimi”. Grégoire decide, insieme con la sua famiglia di dedicare la sua vita alle persone affette da malattia mentale e agli emarginati dalla società e inizia a liberare letteralmente dalle catene e a raccogliere dalle strade le persone con problemi psichici, gli epilettici e tutti coloro che nessun altro “vuole”. A Bouaké avvia un gruppo di preghiera che ben presto si trasformerà in un gruppo di carità per i malati bisognosi di cure: è l’Associazione Saint Camille de Lellis di Bouaké. Grégoire è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti sia in Europa sia negli Stati Uniti. La sua testimonianza ha superato i confini degli Stati africani e i centri di psichiatria occidentali sono stati sfidati e si sono interrogati sulle storie di rinascita umana che continuano a contraddistinguere l’opera della Saint

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