

Il primo giorno del 2026 si è aperto a Genova con un gesto corale di speranza e impegno: la Marcia della Comunità di Sant’Egidio, appuntamento ormai tradizionale in occasione della Giornata Mondiale della Pace, ha riunito cittadini, istituzioni e voci spirituali per ricordare i Paesi ancora segnati dalla guerra.

Un messaggio universale dalla Basilica dell’Annunziata
La celebrazione, promossa da Papa Leone XIV, ha preso il via alle ore 15:15 presso la Basilica della SS. Annunziata del Vastato, dove il Coro Voci Bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice ha offerto un concerto emozionante, seguito dall’intervento di S.E. Mons. Marco Tasca e dalle testimonianze della Comunità di Sant’Egidio. Le parole del Pontefice — “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” — hanno guidato la riflessione collettiva, invitando a non rassegnarsi alla violenza e a costruire insieme un futuro più giusto.

Una marcia per non dimenticare

Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno attraversato le vie della città portando con sé i nomi di tutti i Paesi in guerra, in un gesto simbolico e potente: nessuna nazione deve essere dimenticata. La marcia si è conclusa in piazza San Lorenzo, dove alle ore 18:00 l’arcivescovo Tasca ha celebrato la Messa di Maria SS. Madre di Dio nella Cattedrale, chiudendo la 59ª Giornata Mondiale della Pace con un momento di raccoglimento e preghiera.

Genova, crocevia di pace e memoria
In un tempo segnato da conflitti e divisioni, Genova si è confermata crocevia di spiritualità e impegno civile. La Marcia della Pace non è solo un evento, ma un invito a vivere il nuovo anno con uno sguardo aperto, disarmato e disarmante — come suggerisce il messaggio del Papa — affinché la pace non resti un’utopia, ma diventi realtà condivisa.