Con il 2026 è giunta alla sua terza edizione Pontos – Euromediterraneo in dialogo, il festival dedicato alle culture che hanno abitato e continuano a plasmare il Mar Mediterraneo. L’edizione di quest’anno, svoltasi dal 13 al 16 gennaio, ha confermato la vocazione dell’iniziativa: creare uno spazio di incontro, confronto e crescita condivisa tra generazioni, popoli e linguaggi diversi.

Il tema scelto per il 2026, “Mappe mediterranee: viaggi, storie e destini”, ha guidato un ricco programma di laboratori, panel e workshop che hanno coinvolto attivamente numerosi istituti scolastici del territorio. Studenti, artisti, ricercatori e docenti hanno intrecciato storia, arte e spiritualità per affrontare uno dei temi più complessi e attuali del nostro tempo: l’immigrazione, fenomeno che continua a influenzare la geopolitica mondiale e a suscitare dibattiti nell’opinione pubblica.

Tra le attività più significative si è distinto il laboratorio IntegrAZIONE, dedicato alla decostruzione degli stereotipi legati alle migrazioni e alla promozione di un pensiero critico e consapevole. La prima parte dell’incontro ha approfondito i concetti di pregiudizio e discriminazione, mentre la seconda ha coinvolto i partecipanti in una simulazione realistica: impersonare migranti con passaporti fittizi e storie diverse, spesso segnate da difficoltà e tragedie, per sperimentare l’interazione con un agente di frontiera. Un esercizio potente, capace di generare empatia e far comprendere le condizioni complesse che molti migranti affrontano nel tentativo di raggiungere l’Italia.

Il coinvolgimento degli studenti è stato uno degli elementi più apprezzati dell’intero festival. La loro partecipazione attiva, osservata anche durante la cerimonia di chiusura al Palazzo Ducale, ha restituito un’immagine incoraggiante delle nuove generazioni: attente, sensibili e desiderose di comprendere il mondo che le circonda.
Pontos 2026 si è concluso lasciando un messaggio di speranza. L’umanità che ha attraversato ogni attività del festival e la maturità dimostrata dai giovani partecipanti rappresentano un auspicio concreto per una società più consapevole e inclusiva. Un appuntamento che, ancora una volta, conferma il valore del dialogo interculturale e che molti attendono già di ritrovare nelle prossime edizioni.
@ivonnetorrestacle1 – @Marcopasseri



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