Via libera unanime in Sala Rossa a una mozione che punta a rafforzare il legame tra Genova e la comunità ecuadoriana, con un riconoscimento pubblico e simbolico destinato a tradursi in uno spazio cittadino dedicato alla Repubblica dell’Ecuador. L’atto, presentato dal consigliere e capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, impegna sindaca e giunta ad avviare quanto prima una collaborazione con il Consolato generale dell’Ecuador a Genova per approfondire ogni aspetto del progetto, dalla localizzazione alla realizzazione fino all’intitolazione di un “Parco Repubblica dell’Ecuador”.

La discussione in Consiglio comunale si è però chiusa con un testo più ampio rispetto alla formulazione iniziale, grazie a un emendamento presentato dal consigliere del Pd Si Mohamed Kaabour, poi accettato dallo stesso Mascia. L’integrazione estende infatti l’impegno dell’amministrazione anche alla valutazione, secondo le procedure previste dal Comune di Genova, dell’intitolazione di uno spazio pubblico cittadino a “Piazza dei Popoli”, prendendo spunto proprio dall’iniziativa del Consolato dell’Ecuador e dalla richiesta di uno spazio di riconoscimento che, nella lettura della maggioranza, rende evidente la necessità di valorizzare in modo stabile la vocazione multiculturale della città e il contributo delle diverse comunità straniere presenti sul territorio.

A nome della giunta è intervenuto l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti, che ha espresso parere positivo alla mozione così come emendata, contribuendo a un esito finale condiviso da tutta l’aula. Il voto unanime ha dato così una sponda istituzionale forte a un’iniziativa che, nelle intenzioni dei proponenti, vuole essere insieme gesto simbolico, riconoscimento civico e strumento di rafforzamento delle relazioni tra Genova e una delle comunità più radicate nel tessuto cittadino.

Nel commentare l’approvazione, Mario Mascia ha sottolineato il peso numerico e sociale della presenza ecuadoriana a Genova, parlando di circa 12mila cittadini ecuadoriani e di una platea molto più ampia se si considerano i cittadini italiani di origine ecuadoriana che non rientrano nelle statistiche sulla popolazione straniera ma continuano a fare riferimento ai servizi della rappresentanza consolare genovese. Nella sua lettura, si tratta di una componente ormai strutturale della città, presente nella vita quotidiana dei quartieri, nelle famiglie, nei condomini, nelle scuole, nelle imprese, nelle associazioni e nei luoghi di culto, con un’integrazione che definisce pienamente inserita nei valori e nella storia della comunità genovese.

Mascia, che richiama anche il ruolo del console generale Oscar F. Izquierdo Arboleda, ha insistito sul fatto che la comunità ecuadoriana sia attivamente coinvolta in iniziative di inclusione e partecipazione alla vita socio-economica cittadina. In questo quadro ha citato, come esempio concreto, la seconda edizione del Festival del Migrante e la Famiglia Ecuatoriana al Palatecknoship della Fiumara, indicandola come prova di un rapporto ormai consolidato di rispetto reciproco e valorizzazione delle culture e delle tradizioni. Un riferimento che l’esponente di Forza Italia collega direttamente al senso politico della mozione, cioè trasformare in riconoscimento pubblico una realtà che, a suo dire, è già pienamente visibile nella Genova di oggi.

Nel ragionamento del capogruppo azzurro entra anche un richiamo storico e simbolico internazionale, con il riferimento a Quito, dove dal 1858 esiste un Parque Italia dedicato al nostro Paese. Un precedente evocato per rafforzare l’idea di reciprocità tra comunità e Stati e per sostenere la proposta di uno spazio pubblico genovese dedicato alla Repubblica dell’Ecuador, destinato — nelle prospettive indicate da Mascia — a ospitare non solo momenti civici e culturali ma anche cerimonie istituzionali, come la festa nazionale e l’omaggio alla bandiera ecuadoriana.

L’approvazione unanime della mozione segna quindi un passaggio politico significativo, perché unisce una proposta nata dai banchi di Forza Italia a un ampliamento chiesto dal Partito Democratico e sostenuto dalla maggioranza, in una convergenza che punta a valorizzare insieme una comunità specifica e, più in generale, il carattere multiculturale della città. Il prossimo passaggio sarà quello operativo: il confronto con il Consolato generale dell’Ecuador e la verifica tecnica e amministrativa delle possibili aree da destinare al progetto, dentro un percorso che ora ha ricevuto un mandato chiaro da tutto il Consiglio comunale.

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