GENOVA — A dieci anni dalla prima intesa siglata nel 2016, il Consolato Generale dell’Ecuador a Genova e l’Ospedale Evangelico Internazionale hanno rinnovato l’accordo di collaborazione dedicato alla prevenzione della violenza sulle donne e al sostegno sanitario della comunità ecuadoriana residente a Genova. La firma, avvenuta in occasione della Giornata Internazionale della Donna, conferisce all’iniziativa un forte valore simbolico e ribadisce l’impegno condiviso nel promuovere diritti, salute e protezione.

L’intesa prevede attività informative, incontri pubblici e percorsi di orientamento ai servizi sanitari, con l’obiettivo di garantire ai cittadini ecuadoriani un accesso più consapevole e diretto alle strutture del territorio.

Il primo cittadino ecuadoriano, Console Generale Oscar Izquierdo, ha espresso la propria gratitudine per l’attenzione costante che l’Ospedale Evangelico Internazionale ha dedicato nel tempo alle donne, in particolare a quelle che hanno vissuto situazioni di violenza. Ha evidenziato come questa collaborazione sia cresciuta progressivamente, ampliandosi e rafforzandosi anno dopo anno.

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La Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Evangelico Internazionale, la Dra. Barbara Oliveri, ha ricordato che “le donne vivono più a lungo degli uomini, ma troppo spesso vivono peggio”. Ha sottolineato come una donna che dispone di strumenti, informazioni e sostegno sia una donna più libera, più autonoma e meno esposta alla violenza. Da qui l’importanza di un impegno congiunto che unisca tutela, prevenzione ed empowerment.

Se inizialmente l’accordo era focalizzato esclusivamente sul sostegno alle donne vittime di violenza, negli anni il raggio d’azione si è esteso alla promozione della salute, alla prevenzione e alla sensibilizzazione su temi sanitari fondamentali. Numerosi sono stati gli incontri organizzati: appuntamenti in presenza presso l’Ospedale Evangelico, incontri online — particolarmente utili durante il periodo della pandemia — e momenti di formazione e informazione direttamente presso il Consolato, dove i medici dell’ospedale hanno incontrato la comunità ecuadoriana per affrontare le principali patologie e promuovere stili di vita sani.

La cerimonia di sottoscrizione è stata presieduta dal Console Generale dell’Ecuador, Oscar F. Izquierdo, e dalla Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Evangelico Internazionale, la Dra. Barbara Oliveri, alla presenza della Questura, rappresentata dal Dr. Davide Balbi, e dell’assessore comunale Rita Bruzzone, intervenuta in rappresentanza della sindaca Silvia Salis.
Hanno inoltre partecipato i Consoli Generali dei Paesi dell’America Latina, il Segretario del Corpo Consolare e diversi referenti della comunità.

Al centro della collaborazione resta il progetto “Finestra Rosa”, attivo dal 2013 presso l’Ospedale Evangelico Internazionale e finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese, una delle chiese fondatrici dell’ospedale e storicamente impegnata nella promozione dei diritti delle donne e della parità di genere. Il servizio offre ascolto e supporto psicologico alle donne vittime di violenza, accogliendo sia chi arriva al Pronto Soccorso sia chi è ricoverata per altre ragioni ma manifesta segnali di disagio o violenza psicologica, spesso più difficile da riconoscere.

La psicologa Rosita Leoni e la coordinatrice del progetto, dottoressa Forghieri, hanno illustrato l’impatto del servizio, che in oltre dieci anni ha seguito più di 300 donne, diventando un presidio fondamentale per la città. È stata inoltre sottolineata l’importanza della formazione del personale sanitario, essenziale per individuare tempestivamente i segnali di violenza psicologica e attivare percorsi di protezione adeguati.

Il rinnovo dell’accordo consolida una collaborazione ormai storica e conferma la volontà comune di promuovere salute, prevenzione e sicurezza all’interno della comunità ecuadoriana e della cittadinanza genovese. Un impegno che, nel solco della Giornata Internazionale della Donna, assume un significato ancora più profondo: costruire una rete di protezione reale, accessibile e capace di rispondere ai bisogni delle donne, oggi e nel futuro.

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